martedì 30 gennaio 2007
Il rientro in fabbrica

Sono rimasto lontano da questo spazio per un po'. Sostanzialmente perchè non avevo nulla da dire.
Sono soddisfatto di come stanno procedendo i lavori.

Per questo vi regalo oggi due cose che non c'entrano assolutamente niente.

Strada. Strada. Strada. "Io riuscirò a darti rumore" spiava la vecchia Silvane. Rumore. Rumore. Rumore. "Tu riuscirai a dare il rumore quando morirò." spiava la vecchia Silvane. E io le credevo, assopito nel suo grembo. "Oramai sono vecchia e non posso raccontarti più come un tempo." Cristo. Cristo. Cristo. Silvane suonava il violino, quando la mano non le tremava. Non mi lasciare Silvane. Cristo abbandonami qui. Si scrivono malattie ad una certa età. Il buco il buco. datemi il buco. Si scrive merda ad una certa età. Sei vecchia Silvane, vecchia e malata, Silvane. Dovevo raccontarti qualcosa, ma non ho fatto niente di buono. Costringimi a non andare a capo. Mi sto costringendo. Muori Silvane, io ti odio. Assenzio è nettamente per bevitori.


La seconda cosa è invece l'immagine che già vedete. Un omaggio a Moebius direttamente dalle mani di Andrej. La scritta "Foda se Leite!" è portoghese. Vuol dire esattamente "Fottiti Latte!", un omaggio ad un'amica.
 
posted by Andrej Blàc at 11:13 | 2 comments
giovedì 11 gennaio 2007
Non arrosite, potrei pentirmene.

Piccoli seguaci, so che vi state divorando tra di voi per la curiosità di scoprire dell'altro sul Moloko Bianco.

"Caro Andrej,
Non ci interessa assolutamente niente. Muori."

Ecco perchè sento il desiderio di regalarvi un piccolo frammento delle prime tavole. Niente immagini si intende, solo semplice e puro testo.

Ad un certo punto esso fa più o meno così:

L'Indios, dopo aver lottato con il Mowaha Narratore (La prima Maschera), lo sgozza, decapitandolo. Rimane in piedi e, in preda alle visioni, recita:

Mi nutro ricurvo sui poeti. Divoro il vostro sesso con gli occhi di un Satana.
E Bacco mi implora di non ucciderlo, ora.
In ginocchio, mi toglie le forze.

"Quella puttana è un fiore" mi grida.
Ed io la vendo agl'altri assetati.
Che credono arte il loro sperma."

Poi getta la testa e la maschera dalla rupe.
 
posted by Andrej Blàc at 11:12 | 5 comments
martedì 9 gennaio 2007
Caro Babbo Natale

Oggi ho sentito un rumore. Solo tardi mi sono accorto che in realtà stavo già dormendo.

"Caro Andrej,
Leggendoti non ho ancora ben capito dove vuoi portarti e dove vuoi portare noi."

Premettendo che non ho assolutamente mostrato a voi amatissimi i frutti del MolokoBianco, vorrei proprio portarvi dietro Andrej.
Passerà ancora un po' di tempo prima che possiate vedere le tavole bianche e le tavole nere (Se hai capito di cosa sto parlando allora annuisci soddisfatto), ma prima o poi arriveranno.

Nel frattempo:

It barks at no-one else but me,
like it seen a ghost.
I guess it seen the sparks a-flowin,
no-one else would know.
Hey man, slow down, slow down,
idiot, slow down, slow down.

Sometimes I get overcharged,
that's when you see sparks.
They ask me where the hell I'm going?
At a 1000 feet per second,

hey man, slow down, slow down,
idiot, slow down, slow down.

Hey man, slow down, slow down,
idiot, slow down, slow down.
 
posted by Andrej Blàc at 11:47 | 3 comments
venerdì 5 gennaio 2007
Il tempo del silenzio

Questo è l'epilogo di una serie di poesie del caro vecchio Dylan Blake, meglio conosciuto come Korova:


Ed io ho visto

Ho visto mattine di primavera
nascere dalla terra
Ho visto la vita in continuo movimento
E le città a schiacciare tutto
con i loro ricordi

Ho visto bellezza
Ho visto paura

Ho visto uomini in cerca
urlare un nome
Ho visto la madre di tutti i perché
Madre senza seno che accoglie
i suoi figli

Figli malati
Figli inghiottiti

Ed è ancora il tempo
che ci inghiotte
che non lascia spazio
alla mia vista e
sono cieco adesso
non ho risposte da
dare alle mie mani
Non ho più spazio
per scavare perché
ho le reni spezzate.

Tutto adesso è ritornato
Tutto adesso è stato sentito
Tutto è stato offerto.

Tante cose sono stato
e tante altre ancora
dovrò essere.
Per questo tempo inutile
Tempo di ghigliottine
e di ipocrisie.

Ma quando non c’è più luce
quando la luna muore rossa di sangue
ci sarà una madre ancora
ad accogliermi
con la sua carezza cattiva
con il suo respiro riflesso
nel mio
Per tutto ciò che sono stato
Per tutto ciò che ancora sono

Tornerò a vedere di nuovo
La luce nasce dal fuoco
drizza la schiena e cresce
Come il tronco si allarga
si espande liquida
ad annegare il mondo intero
fino al prossimo inverno
quando il pane sarà povero
e i colori si spegneranno ad
accendere i ricordi.

Tu allora sarai sogno.
Tu allora sarai speranza.
Tu sarai ghiaccio.

E io non potrò più toccarti
in questo mondo senza luce.
Io figlio di madre feroce
io che piango sulla musica
io che spezzo il mio corpo
e lo spaccio per cibo
io solo sul mio sangue.
Io negli occhi di tutti gli uomini
così sono entrato

E fuori da me sono rimasto
a vagare in angoli nascosti
cose che mai avrei dovuto vedere
ho visto

Tutto ora di nuovo si ferma
Tutto ora di nuovo rientra
Tutto di nuovo rinasce


Il tempo del silenzio

Il tempo del silenzio
è memoria
Il tempo del silenzio
è lo spazio tra l’anima
e la lingua
Il tempo del silenzio
è la guarigione da
ogni paura

È il tempo che spacca
il coito della vita.
 
posted by Andrej Blàc at 17:58 | 2 comments


Per festeggiare la morte del Moloko Seppia.

Qualche immagine tratta da "Lo Specchio" di Tarkovskij



 
posted by Andrej Blàc at 10:58 | 1 comments

Dopo un'attenta riflessione, ho deciso che esistono due colori.
Non tre.
Due.
Seppia è parte naturale del bianco. E' splendido scrivere frasi confuse.

In ogni caso... Il lavoro procede bene e spero davvero presto di rendervi partecipi dei frutti del Moloko Bianco.

Un ringraziamento va a Feblues per la foto con bevanda alcolica ... L'ho massacrata di modifiche naturalmente per censurarmi.

Altra novità... Da oggi il vostro amato Andrej scrive in un altro blog, L'INDOVINO.
Una pagina di informazione libera. Chissà dove Andrej andrà a scrivere.





 
posted by Andrej Blàc at 10:27 | 2 comments
lunedì 1 gennaio 2007
C'era una volta un anno.

Abbiamo superato l'ultimo giorno. Con un po' di ritardo cibernetico ci sono arrivato anche io.
Oggi è decisamente il tempo del Bianco. La trasformazione in Andrej Blàc non è avvenuta e io ho avuto il tempo necessario per riflettere su quello che è ormai passato.

2006.

L'anno che doveva sapere di nuovo è ristagnato ed invecchiato già nei primi mesi.
Si è concluso con l'amaro in bocca e con nessun buono proposito nella testa, vista l'esperienza.
Si è concluso con un vuoto, la perdita di un amico. Neanche il 2007 potrà minimamente ripagare.

Mi ricordo di Rob ridendo. A lui la miglior alzata di bicchiere.

E gli altri amici, si rendano conto di quanto tempo perdiamo.

Prossimamente metterò su le prime tavole, non appena riesco a passarle al computer.
 
posted by Andrej Blàc at 20:05 | 0 comments